Alitalia, a rischio i biglietti (e soldi) per chi ha prenotato da settembre

Mentre tra Roma e Bruxelles continua la trattativa per il futuro di Alitalia e l’approvazione di una nuova compagnia (Ita) dalla fine dell’estate, i consumatori seguono con preoccupazione il possibile accordo con la Commissione Europea. Si chiede all’Italia un’importante discontinuità, con il rischio quindi di non far travasare nella nuova compagnia i biglietti già prenotata da migliaia di viaggiatori per i prossimi mesi.

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Si parla di decine di migliaia di viaggiatori a rischio concreto di perdere biglietti e soldi: secondo il regolamento europeo n. 261 i rimborsi sono previsti solo in caso di voli cancellati, ma non per clienti di compagnie defunte. Come spiega Monika Nardo (Centro europeo del consumatore) a Repubblica: “”Al momento vedo due possibilità: o quei passeggeri vengono riprotetti su voli Ita, oppure devono essere rimborsati. Il problema è capire a chi chiedere questo rimborso: se al tribunale, in caso di fallimento, se al liquidatore o se all’amministrazione straordinaria”.

Normalmente, infatti, la riproduzione viene applicata per overbooking o cancellazione del volo, non per trasferire clienti di compagnie scomparse. Così Fabrizio Tronca: “”Non credo che l’Europa, ma anche molti competitor, prenderebbero bene un’operazione in cui, in buona sostanza, Alitalia trasferisce a Ita i passeggeri ma non i debiti. In ogni caso è una soluzione che dev’essere negoziata perché non è detto che la nuova compagnia potrà assicurare un posto a tutti: non sappiamo quali tratte coprirà né quando inizierà a volare. Rimborso? bisognerà chiederlo quando sapremo con certezza che il nostro volo non verrà operato. E questo dovrà essere Alitalia a farcelo sapere. In ogni caso, la nuova Ita non sarebbe un interlocutore: il rapporto contrattuale è tra il cliente e la vecchia Alitalia”.

In ogni caso, per coloro che posseggono un voucher, dovrebbe arrivare il rimborso. Il dl Rilancio del 2020 aveva previsto un fondo destinato alla ristorazione dei consumatori che avevano un buono, non usufruito, con una compagnia insolvente o fallita. Assoutenti e Codacons sono già sul piede di guerra per garantire i consumatori italiani, ma dal Mise emerge la volontà di discutere ancora con l’Europa: d’altro canto, la Commissione aveva già dimostrato in passato di saper difendere i diritti dei consumatori nel periodo Covid, in questa situazione si potrebbero replicare i medesimi sforzi.

Author: Redazione

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