Assegno Unico, si inizia da luglio: beneficiari, importi e ISEE

assegno unico

A partire dal 1° luglio 2021 comincia l’assegno unico per i figli, dopo l’approvazione dell’apposito decreto del Consiglio dei Ministri: per il momento sarà un assegno ponte per sei mesi, fino a dicembre 2021, per le famiglie con figli da 0 a 18 anni, ma soltanto per alcune categorie. A leggere la bozza, infatti, ne avranno diritto i nuclei familiari fino a 50mila euro di ISEE: quelli fino a 7mila euro avranno 217,8 euro a figlio, se ne hanno almeno 3, mentre sono previsti 50 euro in più in caso di figli con disabilità.

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Cosa si intende per misura ponte? L’assegno unico nel 2021 sarà dedicato soltanto a disoccupati e titolari di partita IVA, vale a dire coloro che non hanno avuto accesso agli assegni familiari: sarà in ogni caso un assegno semplificato, con importi minori rispetto all’assegno da 250 euro al mese massimi di cui si era parlato. A partire dal primo gennaio, però, diventerà strutturale e universale, con conseguente riordino e abolizione delle agevolazioni fiscali vigenti: una scelta che si è resa necessaria per non modificare l’attuale sistema di detrazioni fiscali e non creare ulteriori disagi a lavoratori e famiglie.

L’assegno unico “ponte” è dunque legato a limiti di reddito ben precisi. Come spiega Qui finanza, “almeno in questa fase, chi ha un’Isee superiore ai 50 mila euro è escluso dal beneficio. L’importo dell’assegno unico per i figli dipende dal numero di figli e alla situazione economica della famiglia certificata con l’Isee, cala al crescere dell’Isee e si azzera oltre i 50mila euro. Ad esempio con un Isee fino a 7mila euro si avrò diritto a un assegno di 167,5 euro a figlio nei nuclei fino a 2 minori. Importo che sale a 217,8 euro con almeno tre figli. Questi importi spettano pienamente per un Isee fino a 7mila euro. Si dimezzano a 83,5 euro intorno ai 15 mila euro di Isee. E calano a 30 euro al mese a figlio dai 40mila euro di Isee fino a 50mila euro. Oltre, si azzerano. Inoltre l’importo dell’assegno è sempre maggiorato di 50 euro in caso di figli disabili.”

L’assegno unico per il momento riguarderà quasi 2 milioni di famiglie: soggetti inattivi, beneficiari del reddito di cittadinanza, lavoratori autonomi, dipendenti finora tagliati fuori dagli assegni. A questi verranno dedicati circa metà delle risorse a disposizione, pari a 3 miliardi, mentre l’altro parte è destinata alle famiglie che già incassano assegni familiari come i lavoratori dipendenti: inizialmente si tratterà di una maggiorazione di 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli, mentre diventa 70 euro in più per figlio per quelle con 3 o più figlio.

La domanda va presentata telematicamente all’INPS o presso Caf e patronati, secondo modalità ancora da indicare. Per chi presenta i requisiti, l’assegno viene erogato nello stesso mese della presentazione della. domanda e avviene tramite accredito su IBAN del richiedente o bonifico domiciliato (escluse le famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza). Se l’affido dei minori è condiviso, l’assegno può essere accreditato al 50% sull’IBAN di entrambi i genitori. L’assegno non concorre a formare la base imponibile dell’Irpef.

Author: Redazione

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