Agenzia delle Entrate, Ruffini: “Vi dico chi ci blocca nella lotta all’evasione”

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Intervistato al Corriere della Sera (trovate la versione completa qui), il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha parlato di alcuni importanti punti che riguardano il Fisco italiano, definito “né amico, né nemico, ma deve essere equo ed efficiente”.

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“Come Agenzia delle Entrate ci limitiamo a mettere a disposizione delle istituzioni la nostra esperienza pratica, affinché qualunque scelta il legislatore intenda adottare, possa avere una sua concreta e semplice applicazione e non rimanere solo sulla carta. In altre parole, non si dovrebbe inseguire ad ogni costo la perfezione teorica assoluta, giacché il risultato potrebbe essere un’assoluta imperfezione pratica. I tempi sono sicuramente maturi per una riforma (del Fisco) che tenga conto anche del costo di impianto che ogni riforma strutturale comporta per l’amministrazione e per il contribuente, tanto più se potenzialmente complessa. Ma soprattutto per una riforma che sia ampiamente condivisa per garantire che le nuove regole abbiano una certa stabilità nel tempo ed evitare che dai cittadini alle imprese agli operatori del settore — amministrazione compresa — debbano continuamente adattarsi a mutate cornici normative”

“Il Fisco è un’opera pubblica, forse la più importante infrastruttura del Paese, perché da essa dipendono tutte le altre che possono essere realizzate solo grazie alle risorse erariali. Ecco perché è oggetto costante di così tante modifiche. Un cantiere sempre aperto che richiede una progettazione di lungo periodo e una costante manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma è un’anomalia il fatto che la dichiarazione precompilata abbia istruzioni che superano le 130 pagine, perché devono spiegare altrettante norme e disposizioni. Nessuno può affermare di conoscere il sistema tributario nella sua interezza, proprio per la sua complessità. Tutti dobbiamo districarci in una giungla di leggi confusa e a volte incomprensibile. Eppure, il Fisco tocca ogni fase della nostra vita, a partire dall’attribuzione alla nascita del codice fiscale e della tessera sanitaria, passando per la registrazione dei contratti di affitto e dall’acquisto della prima casa, dall’apertura di una partita Iva fino alla dichiarazione di successione. Proprio per questo è necessaria una riforma condivisa a cui tutti possano offrire il proprio contributo. Perché il Fisco riguarda tutti noi e il futuro della nostra comunità.”

“Abbiamo una grande risorsa che potrebbe essere utile a tutti noi. Mi riferisco alla montagna di evasione fiscale che se recuperata potrebbe essere messa a disposizione di un progetto comune e per far ripartire il motore del Paese, perché con poca benzina non si può andare lontano. È ancora troppo elevata per varie ragioni a partire dalle radici storiche e culturali. Cento anni fa, Gobetti affermava che il “contribuente italiano paga bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. L’imposta gli è imposta”. In realtà, però, i dati degli ultimi anni ci dicono che sta lentamente diminuendo. E oggi la pandemia ci ha fatto capire ancora di più quanto sia importante pagare le tasse per avere servizi essenziali efficienti.”

“Premesso che la tutela dei dati personali è doverosa, ma occorre trovare il giusto equilibrio, altrimenti il diritto del singolo prevarica quello della collettività a disporre delle risorse derivanti dal pagamento delle tasse. Negli ultimi anni la digitalizzazione ha permesso significativi passi avanti e il patrimonio di dati e informazioni di cui disponiamo consentirebbe risultati ancora maggiori. Ma se non siamo autorizzati a utilizzarli, la lotta all’evasione fiscale avrà sempre le armi spuntate: è come avere un bolide ma tenerlo parcheggiato in garage.”

Author: Redazione

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